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Canone RAI in bolletta: le modifiche al decreto

29 Aprile 2016silvanaNews

rai

Premessa – Dopo il via libera al Canone Rai in bolletta anche da parte del Consiglio di Stato, anticipato, lo scorso 27 aprile 2016, dall’ex Ministro Franco Frattini (oggi il Presidente di sezione presso lo stesso Consiglio di Stato), è possibile tracciare un riepilogo di quelle che saranno le modifiche apportate al decreto attuativo.
Una prima osservazione avanzata dal Consiglio di Stato ha riguardato la definizione di “apparecchio televisivo” che lo stesso Consiglio aveva richiesto al MISE.
L’organo di Stato ha accettato la definizione da questi data pur se il Ministero non ha fornito un elenco specifico di apparecchi il cui possesso faccia sorgere l’obbligo del canone Rai in capo all’utente, limitandosi a elencare quelli da escludere (tablet, smartphone, computer e qualsiasi altro device purché non dotati di sintonizzatore per le ricezione dei canali dal digitale terrestre o dal satellite).
Dunque, il Consiglio di Stato accetta che per apparecchio televisivo ai fini del canone debba intendersi un qualsiasi apparecchio dotato di sintonizzatore per il digitale/satellite, condividendo la nota del MISE da cui emerge che una indicazione precisa della “tipologia” di apparecchio non era condivisibile data la continua evoluzione del mercato elettronico con la conseguenza che ciò avrebbe portato a dover continuamente aggiornare l’elenco. Pertanto il decreto attuativo recepirà completamente la definizione fornita dal Ministero nella Nota n. 9668 del 20 aprile 2016.
Tuttavia, nonostante i giudici di Palazzo Spada abbiano dato l’ok a quanto fatto dal MISE, sottolineano ancora una volta che la definizione “generica” fornita è “eccessivamente tecnica” (come lo è l’intero linguaggio in cui è espresso il decreto stesso) e, quindi, di difficile comprensione per i non addetti al settore ed in particolar modo per i contribuenti. Di conseguenza, per darne l’interpretazione autentica sarà necessaria “una circolare dell’Agenzia delle Entrate, alla quale sarà data ampia pubblicità”.
Ancora caos?

Gli altri interventi – In merito ad un altro punto su cui il Consiglio di Stato aveva chiesto chiarezza, ossia il concetto che per ciascuna famiglia anagrafica il canone TV è dovuto una sola volta ed indipendentemente dal numero di apparecchi televisivi posseduti, il MISE ha ritenuto non necessaria tale specifica poiché ciò già lo si evince chiaramente al comma 153 lett. b) della Legge di Stabilità 2016 (Legge n. 208/2015) che ha introdotto la novità del canone RAI in bolletta.
Per le compagnie elettriche che gestiranno il servizio di addebito in bolletta, l’ex Ministro Franco Frattini aveva già anticipato che le aziende non subiranno alcun aggravio di costi di gestione per tale servizio e di conseguenza non avranno necessità di addebitare nessun costo in bolletta per l’utente e ciò poiché esse saranno compensate da fondi disponibili nel bilancio della stessa Amministrazione Finanziaria. Tale previsione, non era espressamente indicata nel decreto e pertanto sarà recepita espressamente. Il contribuente dovrà trovarsi in bolletta il solo addebito dei 100 euro relativo al canone RAI e nessun altro onere al riguardo. Ad ogni modo, si è stimato che i gestori del servizio riceveranno in modo forfettario 28 milioni di euro.
Infine, il decreto non prevedeva alcun richiamo alla tutela della privacy dei dati che necessariamente dovranno essere scambiati tra gli operatori coinvolti: ciò sarà messo nero su bianco nel decreto definitivo.

Conclusioni – Ad oggi, permetteteci di concludere e dire che l’unica cosa certa è che sembra si stia giocando un “ping – pong” in cui la palla passa tra Governo, Amministrazione Finanziaria, Consiglio di Stato e MISE con unici spettatori “il contribuente” (che deve/vuole pagare ma che non sa ancora come farlo) e la stampa (che non può far altro che portare alla luce i balzelli che quotidianamente si verificano) dove non si vede ancora un finale di partita e dove l’unico che sa di uscirne sconfitto (pur non giocando) è il cittadino.

Autore: Redazione Fiscal Focus.

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Tag: #canone, #rai
Dott.ssa Silvana Bruce

Dott.ssa Silvana Bruce

Titolare delle studio B&G Italia S.r.l. & Partners Collaboratrice diretta dell’Ambasciata Argentina – Dipartimento Sviluppo Economico

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