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Modalità e criteri di determinazione delle sanzioni

15 Marzo 2016silvanaNews

Modalità e criteri di determinazione delle sanzioni tributarie
La terza parte dell’approfondimento dedicata al sistema sanzionatorio tributario verte sul ravvedimento operoso, strumento che presenta una duplice finalità: da un lato, va inquadrato tra gli istituti deflattivi del  contenzioso (di natura preventiva), dall’altro costituisce uno strumento di autocorrezione delle omissioni e degli errori che il contribuente ha più o meno consciamente commesso in precedenza.
In passato, l’istituto in questione, proprio per la natura di “spontaneità” che ne aveva suggerito  l’introduzione da parte del Legislatore della riforma sanzionatoria tributaria del 1997, poteva essere
efficacemente attivato dal contribuente prima della constatazione della violazione che lo stesso  intendeva correggere o, comunque, prima che nei suoi confronti venissero intraprese attività ispettive di  natura fiscale (accessi, ispezioni, verifiche o altre attività accertative).
Con la Legge di Stabilità 2015 (cfr art. 1, comma 637 della Legge 23 dicembre 2014, n. 190), al fine di  incentivare ulteriormente la “compliance fiscale” l’istituto è stato oggetto di una profonda rivisitazione,  che ne ha notevolmente ampliato modalità e termini e, quindi, la rilevanza per il contribuente che ora può  guardare a tale strumento come un’efficace possibilità di regolarizzare la propria posizione con il Fisco, a  costi tutto sommato, contenuti, in un più ampio orizzonte temporale.

L’istituto in questione si presenta particolarmente interessante anche sotto il profilo penale: già il Legislatore della riforma penal-tributaria del 2000 aveva dimostrato una certa attenzione verso lo strumento di prevenzione delle liti in argomento, inserendolo (ancorché non esplicitamente) tra quelli che danno diritto all’imputato a beneficiare di una sensibile riduzione di pena nel procedimento penale per reati tributari connessi alla violazione amministrativa oggetto di definizione; più di recente, con lemodifiche operate dal D.Lgs.. n. 158/2015 all’art. 13 del D.Lgs. n. 74/2000, il ravvedimento, in presenza di determinate condizioni espressamente previste dalla norma, può costituire causa di esclusione dalla punibilità per taluni dei delitti tributari disciplinati in tale ultimo decreto.

Attesa l’attuale importanza dell’istituto in esame, il presente approfondimento mira a esplicarne le caratteristiche e le modalità operative, proponendo altresì una serie di casistiche concrete.

Autore: Redazione Fiscal Focus.

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Dott.ssa Silvana Bruce

Dott.ssa Silvana Bruce

Titolare delle studio B&G Italia S.r.l. & Partners Collaboratrice diretta dell’Ambasciata Argentina – Dipartimento Sviluppo Economico

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